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TRAMA

Peggy Boggs, rappresentante di cosmetici in cerca di clienti, si reca nel sinistro castello in stile gotico situato ai margini del centro residenziale in cui vive, e vi trova uno strano giovane, pallido e spaurito, che al posto delle mani ha delle cesoie. Questi vive solo, dopo la morte improvvisa del suo inventore-padre, avvenuta prima che potesse applicargli le mani e la sua imperfezione gli causa gravi difficoltà. Peggy, impietosita, lo porta nella sua casa, per farlo vivere con la sua famiglia, composta dal marito Bill, dal figlio adolescente Kevin, e dalla figlia Kim. Lo strano ospite desta subito la curlosità delle pettegole amiche di Peggy, che se lo disputano, attratte morbosamente dalla sua “diversità”, e entusiaste dei mirabili lavori che Edward è capace di fare con le sue forbici: tagliare gli alberi e i cespugli in originali forme di creature umane o di animali, tosare i cani e realizzare per le signore eleganti pettinature.

CRITICA

“La favoletta maliziosa non convince. La parodia sfugge, stavolta, al regista. E neppure i risvolti drammatici e sentimentali soddisfano. Il duttile Tim Burton intendeva aggiornare la storia del mostro e la bella affiancando al motivo patetico il satirico. Le sue sono rimaste intenzioni.” (Francesco Bolzoni, ‘Avvenire’, 26 aprile 1991).”In sé la storia è quasi una storiella con tutti gli ingredienti della favola facile. Bisogna dare atto a Tim Burton che, senza molti voli sia dal punto di vista del costume, sia dal punto di vista figurativo, se n’è servito qua e la con qualche estro. Poteva essere più gradevole.” (Gian Luigi Rondi, ‘Il Tempo’, 26 aprile 1991).”Il film è protetto da una grazia scenografica che lo rende curioso alla vista e al cervello. Nello sguardo assente del bravissimo e truccatissimo Johnny Deep, il nuovo idolo di ‘Cry Baby’, c’è un piccolo vero dolore, di cui Burton fa soprattutto spettacolo, ma con una sua grafia assurda e gentile”. (Maurizio Porro, ‘Il Corriere della Sera’, 27 aprile 1991).”Benché, sembri di essere in un ‘cartoon’, non diremmo infatti che la sceneggiatrice Caroline Thompson e il regista Tim Burton, anche coproduttore, abbiano ricavato tutto quello che c’era di comico e patetico nell’idea iniziale”. (Giovanni Grazzini, ‘Il Messaggero’, 26 aprile 1991).”Questa favola comica e surreale è il film di Tim Burton più autentico e riuscito.” (Alessandra Levantesi, ‘La Stampa’, 26aprile 1991

  • MUSICHE: Danny Elfman
  • PRODUZIONE: DENISE DI NOVI E TIM BURTON PER 20TH CENTURY FOX

TRAILER


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